Perchè meditare?

Tutto ciò che l’uomo conosce, compreso ciò che è divenuto patrimonio dell’intera umanità, proviene da quanto i sensi trasmettono al cervello.

Sappiamo tuttavia che tali percezioni possono essere errate e anche notevolmente.

A livello individuale soggiacciamo ad ogni tipo di illusioni, ma anche il mondo scientifico è stato influenzato da inesatte nozioni che hanno poi causato affermazioni e convinzioni altrettante erronee.

L’intera storia dell’umanità e della scienza in particolare è infarcita da errori , che poi sono stati corretti man mano che i mezzi di rilevamento venivano perfezionati. Mi limito a citarne alcuni : Il geocentrismo della la terra, l’indivisibilità dell’atomo, la generazione spontanea, la causa della malaria o della cateratta …… e potrei continuare a lungo.

Anche oggi, alcuni capisaldi della scienza che sino a ieri reggevano come monumenti di bronzo, si stanno sgretolando di fronte a più sofisticate ricerche.

Lo spazio e il tempo che sembravano baluardi fissi e immutabili al punto da essere considerati degli infallibili mezzi di misura, come ad esempio il metro e il secondo, dopo gli studi e le sperimentazioni di Einstein, sono divenuti dati relativi e variabili in funzione di altra grandezza.

La stessa realtà, intendo il nostro mondo fisico, ha perso la sua solidità e stabilità e a seguito degli studi e delle verifiche di Bohr e si è trasformata in qualche cosa di labile e persino opinabile.

Non sto parlando di filosofia o metafisica, ma della fisica, in particolare della meccanica quantistica.

Ma allora, stante le illusioni a cui siamo sottoposti, causa la insufficiente affidabilità dei sensi, ci chiediamo se esista uno strumento che non solo ampli il campo delle nostre ricerche ma dia un adeguato grado di attendibilità alle nostre osservazioni. Vediamo.

Poichè stiamo trattando dei messaggi che giungono alla mente partiamo dalla psicologia cosi come concepita da Freud.

Diamo atto a Freud di aver illuminato molte zone oscure della psiche umana e di averla esplorata tramite la psicoanalisi.

Dopo di lui Roberto Assagioli ha perfezionato e completato gli studi ed in base a essi ha ideato una metodologia che ha chiamato “psicosintesi” e l’ha impiegata per curare certe malattie mentali.

Il metodo si è dimostrato molto efficace e spesso risolutivo tant’è vero che si sono fondati molti centri in varie parti del mondo in cui la psicosintesi veniva e viene insegnata e praticata; sull’argomento esiste una vastissima bibliografia.

In base a tale disciplina la psiche dell’uomo è composta da varie parti, alcune coscienti, altre incoscienti ma richiamabili alla coscienza e altre ancora del tutto inconsce.

Tra queste ve ne una che ci interessa particolarmente e che l’Assagioli chiama inconscio superiore. Qui sono contenute le intuizioni, le aspirazioni superiori,artistiche, filosofiche,scientifiche, gli stati di illuminazione, di contemplazione, di estasi.

Risiedono inoltre, allo stato latente, le energie superiori dello spirito, le facoltà e i poteri supernormali di tipo elevato.

Da quanto precede si comprende come la parte cosciente della psiche rappresenti una piccola parte dell’insieme ed inoltre il superincoscio, l’area più meritevole di indagine e di interesse, è per l’uomo normale assolutamente inaccessibile.

E’ vero che in momenti particolari o in caso di necessità, è possibile inserire in quella zona un raggio di coscienza e provocare qualche cosa di eccezionale oppure esserne partecipe, ma purtroppo la situazione non è ripetibile

.In effetti ritengo che tutti siamo stati testimoni o protagonisti di qualche cosa di inspiegabile: premonizioni avveratisi o effetti fisici incomprensibili.

Ciò premesso, è possibile con determinate tecniche meditative spostare la consapevolezza in quella zona in cui tutte le facoltà superiori sono contenute e prenderne coscienza .

Ma a questo punto è necessario intenderci molto chiaramente.

Innanzi tutto occorre sottolineare che “possibilità” non è sinonimo di “facilità”.

Per potere accedere agli stati superiori dell’essere è preliminarmente indispensabile essere in grado di controllare i pensieri e fermare la mente.

Inoltre occorre arrestare tutti gli elementi provenienti al di fuori di noi tramite i sensi, per il fatto che essi hanno la propensione di proiettare l’attenzione verso l’esterno, mentre l’attività meditativa opera in direzione opposta e consiste nello trasferire la nostra coscienza verso la parte più intima e interiore di noi stessi.

Per la stessa ragione il nostro ego ( egocentrismo , senso di individualità, desideri) deve ridursi al minimo per permettere alla consapevolezza di accedere agli stati psichici superiori, libera da zavorre e gravami.

A questo punto qualcuno potrebbe osservare: “Possibile che con tecniche forse non semplicissime, ma comunque attuabili,tramite la meditazione si possano raggiungere obbiettivi tanto ambiziosi?”

L’osservazione è corretta, ma occorre tenere presente innanzi tutto che per applicare scrupolosamente tale metodologia occorre una assiduità, una volontà e un grado di concentrazione che non sono sicuramente improvvisabili.

In secondo luogo dobbiamo considerare che tali risultati non sono monopolio della sola meditazione.

La preghiera, lo yoga, il pranayama, la contemplazione, l’ascetismo, ecc…. possono portare all’identico risultato.

Ma allora perchè praticare la meditazione?

In verità non esiste nessun valido motivo per dedicarsi specificatamente ad essa se non quello di sentirla più confacente alla propria natura a esclusione di altre tecniche.

Per fare un esempio, molte sono le strade che portano alla sommità di una montagna, possono persino provenire da versanti diversi ed in apparenza opposte.

Quale scegliere?

Ovviamente quella che è più adatta alla nostra natura ed ai mezzi di cui disponiamo.

Occorre tuttavia tenere presente che, se anche gli obbiettivi suddescritti appariono lontani e quasi inaccessibili, è pur vero che anche nelle prime fasi di applicazione, se si opera con un minimo di concentrazione e assiduità, si possono ottenere effetti tutt’altro che disprezzabili: il cervello, non più bombardato dagli stimoli esterni, trova finalmente uno stato di calma e di equilibrio che tende a perdurare anche dopo la meditazione.

La consapevolezza scopre nuovi stimoli di interesse nella ricerca di se stessa.

La vita viene considera secondo una prospettiva diversa e più distaccata e ciò che prima era ritenuta un’avversità ora viene stimata una semplice circostanza della nostra esistenza.

Anche lo stato di salute migliora in quanto il ritrovato equilibrio favorisce la buona salute e la resistenza alle malattie.

La riduzione di stimoli negativi favorisce la formazione della serotonina, l’ormone della serenità e del buon umore, generando in tal modo un circolo virtuoso.

Potrei parlare di altri e più suggestivi effetti, ma non voglio lasciarmi trasportare dall’entusiasmo, né richiedere al lettore un gratuito atto di fede.

Mi limito perciò a citare il finale di un articolo sulla meditazione, tratto da una rivista medica, supervisionata da medici.

Alludo a “ VIVERSANI ” D.E.didieffe Editoriale s.r.l. n° 5 del 2007, servizio di Claudia Ziliani:

“Scendendo nella profondità della mente si può andare oltre, a toccare il vero centro; è la sede della coscienza, qualcosa che i mistici hanno descritto come una forte luce accompagnata da un profondo senso di amore: la scintilla divina.

Quando si riesce ad arrivare a questo stato di coscienza tutto può accadere, anche autoguarigioni miracolose da malattie sia fisiche sia psichiche. Forse è proprio questo centro che i grandi mistici riescono ad attivare nelle persone mettendo in moto guarigioni eccezionali, muovendo una forza che non sapevano di avere perchè troppo concentrati sulla superficialità della mente.

Quando il passo è compiuto e la persona è in armonia con se stessa e con il mondo, può aiutare anche gli altri, trasmettendo l’amore che ha nella profondità della coscienza con uno sguardo, una carezza, persino con la forza del pensiero.”

(citazione come da legge 633/41 art. 70)

Mauro MarchisioPERCHE’ MEDITARE

Tutto ciò che l’uomo conosce, compreso ciò che è divenuto patrimonio dell’intera umanità, proviene da quanto i sensi trasmettono al cervello.

Sappiamo tuttavia che tali percezioni possono essere errate e anche notevolmente.

A livello individuale soggiacciamo ad ogni tipo di illusioni, ma anche il mondo scientifico è stato influenzato da inesatte nozioni che hanno poi causato affermazioni e convinzioni altrettante erronee.

L’intera storia dell’umanità e della scienza in particolare è infarcita da errori , che poi sono stati corretti man mano che i mezzi di rilevamento venivano perfezionati. Mi limito a citarne alcuni : Il geocentrismo della la terra, l’indivisibilità dell’atomo, la generazione spontanea, la causa della malaria o della cateratta …… e potrei continuare a lungo.

Anche oggi, alcuni capisaldi della scienza che sino a ieri reggevano come monumenti di bronzo, si stanno sgretolando di fronte a più sofisticate ricerche.

Lo spazio e il tempo che sembravano baluardi fissi e immutabili al punto da essere considerati degli infallibili mezzi di misura, come ad esempio il metro e il secondo, dopo gli studi e le sperimentazioni di Einstein, sono divenuti dati relativi e variabili in funzione di altra grandezza.

La stessa realtà, intendo il nostro mondo fisico, ha perso la sua solidità e stabilità e a seguito degli studi e delle verifiche di Bohr e si è trasformata in qualche cosa di labile e persino opinabile.

Non sto parlando di filosofia o metafisica, ma della fisica, in particolare della meccanica quantistica.

Ma allora, stante le illusioni a cui siamo sottoposti, causa la insufficiente affidabilità dei sensi, ci chiediamo se esista uno strumento che non solo ampli il campo delle nostre ricerche ma dia un adeguato grado di attendibilità alle nostre osservazioni. Vediamo.

Poichè stiamo trattando dei messaggi che giungono alla mente partiamo dalla psicologia cosi come concepita da Freud.

Diamo atto a Freud di aver illuminato molte zone oscure della psiche umana e di averla esplorata tramite la psicoanalisi.

Dopo di lui Roberto Assagioli ha perfezionato e completato gli studi ed in base a essi ha ideato una metodologia che ha chiamato “psicosintesi” e l’ha impiegata per curare certe malattie mentali.

Il metodo si è dimostrato molto efficace e spesso risolutivo tant’è vero che si sono fondati molti centri in varie parti del mondo in cui la psicosintesi veniva e viene insegnata e praticata; sull’argomento esiste una vastissima bibliografia.

In base a tale disciplina la psiche dell’uomo è composta da varie parti, alcune coscienti, altre incoscienti ma richiamabili alla coscienza e altre ancora del tutto inconsce.

Tra queste ve ne una che ci interessa particolarmente e che l’Assagioli chiama inconscio superiore. Qui sono contenute le intuizioni, le aspirazioni superiori,artistiche, filosofiche,scientifiche, gli stati di illuminazione, di contemplazione, di estasi.

Risiedono inoltre, allo stato latente, le energie superiori dello spirito, le facoltà e i poteri supernormali di tipo elevato.

Da quanto precede si comprende come la parte cosciente della psiche rappresenti una piccola parte dell’insieme ed inoltre il superincoscio, l’area più meritevole di indagine e di interesse, è per l’uomo normale assolutamente inaccessibile.

E’ vero che in momenti particolari o in caso di necessità, è possibile inserire in quella zona un raggio di coscienza e provocare qualche cosa di eccezionale oppure esserne partecipe, ma purtroppo la situazione non è ripetibile

.In effetti ritengo che tutti siamo stati testimoni o protagonisti di qualche cosa di inspiegabile: premonizioni avveratisi o effetti fisici incomprensibili.

Ciò premesso, è possibile con determinate tecniche meditative spostare la consapevolezza in quella zona in cui tutte le facoltà superiori sono contenute e prenderne coscienza .

Ma a questo punto è necessario intenderci molto chiaramente.

Innanzi tutto occorre sottolineare che “possibilità” non è sinonimo di “facilità”.

Per potere accedere agli stati superiori dell’essere è preliminarmente indispensabile essere in grado di controllare i pensieri e fermare la mente.

Inoltre occorre arrestare tutti gli elementi provenienti al di fuori di noi tramite i sensi, per il fatto che essi hanno la propensione di proiettare l’attenzione verso l’esterno, mentre l’attività meditativa opera in direzione opposta e consiste nello trasferire la nostra coscienza verso la parte più intima e interiore di noi stessi.

Per la stessa ragione il nostro ego ( egocentrismo , senso di individualità, desideri) deve ridursi al minimo per permettere alla consapevolezza di accedere agli stati psichici superiori, libera da zavorre e gravami.

A questo punto qualcuno potrebbe osservare: “Possibile che con tecniche forse non semplicissime, ma comunque attuabili,tramite la meditazione si possano raggiungere obbiettivi tanto ambiziosi?”

L’osservazione è corretta, ma occorre tenere presente innanzi tutto che per applicare scrupolosamente tale metodologia occorre una assiduità, una volontà e un grado di concentrazione che non sono sicuramente improvvisabili.

In secondo luogo dobbiamo considerare che tali risultati non sono monopolio della sola meditazione.

La preghiera, lo yoga, il pranayama, la contemplazione, l’ascetismo, ecc…. possono portare all’identico risultato.

Ma allora perchè praticare la meditazione?

In verità non esiste nessun valido motivo per dedicarsi specificatamente ad essa se non quello di sentirla più confacente alla propria natura a esclusione di altre tecniche.

Per fare un esempio, molte sono le strade che portano alla sommità di una montagna, possono persino provenire da versanti diversi ed in apparenza opposte.

Quale scegliere?

Ovviamente quella che è più adatta alla nostra natura ed ai mezzi di cui disponiamo.

Occorre tuttavia tenere presente che, se anche gli obbiettivi suddescritti appariono lontani e quasi inaccessibili, è pur vero che anche nelle prime fasi di applicazione, se si opera con un minimo di concentrazione e assiduità, si possono ottenere effetti tutt’altro che disprezzabili: il cervello, non più bombardato dagli stimoli esterni, trova finalmente uno stato di calma e di equilibrio che tende a perdurare anche dopo la meditazione.

La consapevolezza scopre nuovi stimoli di interesse nella ricerca di se stessa.

La vita viene considera secondo una prospettiva diversa e più distaccata e ciò che prima era ritenuta un’avversità ora viene stimata una semplice circostanza della nostra esistenza.

Anche lo stato di salute migliora in quanto il ritrovato equilibrio favorisce la buona salute e la resistenza alle malattie.

La riduzione di stimoli negativi favorisce la formazione della serotonina, l’ormone della serenità e del buon umore, generando in tal modo un circolo virtuoso.

Potrei parlare di altri e più suggestivi effetti, ma non voglio lasciarmi trasportare dall’entusiasmo, né richiedere al lettore un gratuito atto di fede.

Mi limito perciò a citare il finale di un articolo sulla meditazione, tratto da una rivista medica, supervisionata da medici.

Alludo a “ VIVERSANI ” D.E.didieffe Editoriale s.r.l. n° 5 del 2007, servizio di Claudia Ziliani:

“Scendendo nella profondità della mente si può andare oltre, a toccare il vero centro; è la sede della coscienza, qualcosa che i mistici hanno descritto come una forte luce accompagnata da un profondo senso di amore: la scintilla divina.

Quando si riesce ad arrivare a questo stato di coscienza tutto può accadere, anche autoguarigioni miracolose da malattie sia fisiche sia psichiche. Forse è proprio questo centro che i grandi mistici riescono ad attivare nelle persone mettendo in moto guarigioni eccezionali, muovendo una forza che non sapevano di avere perchè troppo concentrati sulla superficialità della mente.

Quando il passo è compiuto e la persona è in armonia con se stessa e con il mondo, può aiutare anche gli altri, trasmettendo l’amore che ha nella profondità della coscienza con uno sguardo, una carezza, persino con la forza del pensiero.”

(citazione come da legge 633/41 art. 70)

Mauro Marchisio

Perchè meditare?ultima modifica: 2015-12-01T13:15:01+01:00da lutecesicilia
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